1 - Una sera di qualche giorno fa stavo tranquillamente camminando per una via della mia città, quando vidi arrivare dalla parte opposta una tranquilla famiglia composta da padre, madre e figlio. Il piccolo, ahimè, zoppicava vistosamente ed era costretto a trovare sostegno su due stampelle che , data la loro dimensione e la giovane età di chi le usava suo malgrado, sembravano quasi dei giocattoli.

Ciò che in quel momento suscitò in me un gran senso di gradevolezza, tale da far sbocciare un sorriso di compiacimento sul mio viso, fu la delicata dolcezza presente negli sguardi di quelle tre persone lì davanti ed il paradisiaco alone di allegria e felicità che li circondava in quell'attimo... li avevo "fotografati" in quel classico momento di "estemporaneità divina" che tutti desidereremmo durasse almeno una vita.

Improvvisamente due o tre voci alle mie spalle. 

Capii solo: - Guarda quello!

Il sorriso scomparve dal mio viso. Fu tutto molto rapido. Quei tre adulti, così almeno ho sentito che si dovrebbero chiamare coloro che vanno dal diciottesimo anno di età in avanti, urtarono volutamente bambino e genitori; chi ebbe la peggio e cadde in malomodo fu naturalmente il piccolo.

 2 - Eravamo amici per la pelle. Trascorrevamo molto del nostro tempo insieme per studiare, per giocare, per danzare, per cuccare, per fare tutto quello che ci andava di fare. Riuscimmo a diplomarci ed a trovare lavoro. Lui finì in banca, io a fare l'impiegato in una modesta società. Un sabato sera, giorno destinato al nostro usuale incontro, ci trovammo al solito posto. Io: jeans e maglietta. Lui: giacca e cravatta. La particolare situazione mi indusse a chiedergli: - Cacchio ti fanno lavorare anche al sabato? Lui pacatamente rispose: - No, no, è solo che mi trovo bene così.

Il sabato successivo stessa storia, solo che lui portò con se alcuni colleghi, vestiti, naturalmente, in giacca e cravatta. Io, ignaro dell'arrivo si distinti nuovi membri nell'equipaggio, ero ancora lì in jeans e maglietta. Rimasi per un attimo spiazzato, ma mi feci coraggio e proseguii. Notai un certo imbarazzo nel mio amico quando mi presentò queste tre nuove persone, ma io mantenni il mio sorriso ed assolsi a tutti i classici "rituali conoscitivi" del branco.

La serata non fu particolarmente divertente, almeno per me e per la mia età. Venne trascorsa in un pub dall'aria snob a parlare di indici di borsa, bot,  cct, quotazioni dei titoli, previsioni di rialzi, ribassi... 

Dopo quella sera non riuscii più a vedere il mio migliore amico.

...

In queste due piccole storie, pregne di molti significati, vi sono i due fattori che io ritengo predominanti nella società in cui viviamo e che la stanno portando ad un graduale degrado. A Voi l'ardua interpretazione.

(Herbi)


C'è chi lo definisce "innocente pettegolezzo", chi lo chiama "voce di corridoio", chi, in un modo più duro, "denigrazione" o "diffamazione", chi, utilizzando un termine più moderno, "mobbing"... sta di fatto che ciò a cui ci si riferisce rimane sempre e comunque un atto di intolleranza mosso contro colui o coloro che potremmo definire "soggetto attivo". Già, proprio così, soggetto "ATTIVO". Attivo in quanto l'azione di mobbing viene perpetuata solitamente per sminuire il valore, l'immagine, di un elemento di spicco, in qualsiasi contesto esso si trovi. Sovente una o più persone unite da un tacito accordo ricorrono a questa forma di "guerra pulita" per supplire alla loro consapevole incapacità di "emergere" utilizzando solo le proprie potenzialità, le proprie forze. Non dimentichiamo comunque che c'è anche chi lo fa per semplice e sadico divertimento, chi per ignoranza (date a questa parola il suo giusto peso), chi per pura invidia, oppure per dare vivacità ad una vita priva di emozioni e di interessi se non quello di "frugare" e poi "fantasticare" sui fatti altrui. Chi non è stato vittima, in forma lieve o sensibile, di tali "attacchi", a volte promossi addirittura da coloro che avreste definito amici, e, ditemi, come ci siete rimasti? 
Purtroppo questa sporca e ignobile forma di "interazione sociale" è presente ovunque, colpisce molte più persone e fa molte più vittime del virus influenzale o del cancro e quel che è peggio è che i vaccini sono rigettati dai "portatori sani"... Quali sono i vaccini? Ve ne citerò solo due, ma fra i più efficaci: Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te - Non guardare la pagliuzza che sta nell'occhio di tuo fratello, ma togli la trave che sta nel tuo.

(Herbi)


Appariva sovente in televisione, in particolar modo nei giorni festivi ed in alcune singolari ricorrenze. Lo si vedeva affacciato alla finestra di un'immensa e possente costruzione, o seduto su di una sontuosa poltrona posta nei pressi di un'imponente altare, oppure in una grande sala addobbata di splendidi affreschi ed arredata in arte non proprio povera.

Era vestito di abiti pregiati "pregni" di pesanti ricami, indossava e portava con sé oggetti di preziosi metalli e pietre, già... quante splendide e ricche cose lo circondavano e ne adornavano la figura, vero?

Eppure se lo avreste osservato, anziché guardarlo, avreste notato che in realtà indossava un semplice abito talare bianco ed un pesante giaccone dello stesso colore; lo avreste visto percorrere sentieri di montagna aiutato solo da un modesto bastone di legno; lo avreste visto seduto su di una panca a leggere e meditare, immerso nell'opera suprema del Divino, la natura. Oppure lo avreste visto inginocchiato, umile e servo, ai piedi della statua della Santa Vergine, o chino di fronte al mondo a chiedere perdono.

Se lo avreste osservato... avreste potuto rabbrividire di fronte all'immensa potenza del suo Spirito; quello Spirito che perdona chi lo stava per strappare da quel corpo, tanto tempo fa, quello Spirito che lo faceva camminare imperterrito sotto il grosso peso degli anni e dei mali del corpo, quello Spirito che cancellava  quello che gli stava intorno e ne mostrava la semplicità, la fermezza, la saggezza, la fede e la forza.

Sono praticamente "cresciuto" con quest'Uomo, peccato che abbia imparato a osservarlo solo nelle sue ultime stagioni... avrei certamente imparato prima molte cose.

"dedicato a Papa Giovanni Paolo II"

(Herbi)


Sono anni e anni ormai che il tema sul rapporto "religione-scienza" bussa puntualmente alle porte delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri uffici e dei nostri spazi liberi, e ciò accade ogni qualvolta una nuova "scoperta" va ad intaccare quella che viene definita: la sfera "etico-morale" sociale.

Qualsiasi sia l'innovazione tecnico-scientifica, a chi dare ragione? A coloro che difendono a spada tratta la necessità di un costante ed indispensabile sviluppo globale, o semi-globale, fondato su ponderate e concrete formule matematiche e/o chimico-fisiche, oppure a quelli che attraverso la presentazione di semplici teorie riguardanti l'intangibile, cercano di far comprendere che forse è il caso di fermarsi un attimo a riflettere?

Sovente, quando mi ritrovo a dover affrontare complicate discussioni o "macro-problemi", tendo a ridurre tutto ai minimi termini, portando così la questione alla mia altezza, trascinandola, talvolta quasi a forza, nel mio micro-mondo... e penso: - cosa mi potrebbe accadere se dal mio "essere" sottraessi quella che viene definita "coscienza"? Che cosa potrebbe accadere se agissi esclusivamente per la crescita ed il benessere della mia esistenza senza toccare il freno del "buon senso", della "morale", del "perbenismo", senza cioè prender atto di alcuna norma che non abbia un posto nel codice civile e penale?

Potrei sminuire la figura di coloro che mi lavorano accanto, al fine di elevare la mia, attraverso l'uso "intelligente" e mirato di semplici parole, "amplificando", per esempio, alcuni banali errori compiuti da quelli che per me sarebbero ormai solo "avversari, ostacoli". Chi, prima o poi, non commette degli errori?

Potrei manipolare, perfezionare ed usare a mio fine una brillante idea confidatami da una persona che mi ritiene un amico, che mi considera una persona a cui poter raccontare senza preoccupazioni le proprie teorie, le proprie "fantasticherie".

Potrei cessare di fare offerte ai poveri, di fare volontariato. Perché sprecare tempo e soldi per gente che nemmeno conosco?

. Arrivato a questo punto, allargo un po' il "tiro" e mi domando: - Che accadrebbe se ogni membro della mia comunità agisse nel mio stesso modo? E se agissero così tutti gli esseri "capaci" dell'intera regione o dell'intera nazione o... del globo? 

E' mia opinione che non sempre quelli che potrei definire "bastoni fra le ruote" provocano danni,  bloccano o impediscono, talvolta, al contrario, ci aiutano a comprendere quanto sia necessario rallentare la nostra corsa per riflettere, per capire se è opportuno: proseguire ad una velocità inferiore, tornare indietro, svoltare a destra o a sinistra, o ancora fermarsi e proseguire a piedi! 

Forse alla meta si arriverà molto più tardi, ma avremo la certezza di non aver travolto nessuno durante tutto il percorso.

(Herbi)


La verdura radioattiva, l'influenza dei polli, il pollo alla diossina, il botulismo, la salmonellosi, il vino al metanolo, la mucca pazza, il ritorno della mucca pazza, l'afta, il pesce inquinato, l'acqua minerale impura... -
Ora posso proprio pensare di mettermi a dieta! Naturalmente a base di cibo transgenico.

Petroliere fatiscenti che si "sciolgono", quasi fossero biodegradabili, nei mari e negli oceani, flussi chimici riversati direttamente nelle falde naturali, la mucillagine... - Finalmente anche noi riusciremo entro breve a camminare sulle acque e potremo dire a voce alta di aver compiuto il nostro primo miracolo! Questo potrebbe essere anche il motivo per cui non mettono in commercio le auto ad acqua... tutti sappiamo che le cose, le materie prime in questo caso, con più diventano rare con più acquistano valore... Prima o poi tutti tornerebbero a richiedere le auto a benzina.

Scarichi tossici sparati nei cieli del globo da immensi cannoni industriali che a lungo andare sono anche riusciti a sfondare l'ozono... - forza, facciamo qualcosa per rimediare a tutto ciò! Ok, abbattiamo la foresta Amazzonica, che peraltro potrebbe essere anche un rimedio per evitare lo sviluppo di altri incendi, e piantiamo degli alberi sui tetti dei grattacieli! (questa purtroppo è cronaca)

Anneghiamo nell'inquinamento elettromagnetico; antenne radio-televisive, ripetitori e paraboliche ovunque... - perché non inventiamo qualcosa che permetta all'uomo di comunicare a distanza, magari un aggeggio leggero, che possa stare anche nella tasca di una giacca. Il telefonino!

Pescare diventa sempre più difficile... - facciamo esplodere qualche bomba atomica nei fondali e tutto è risolto! Non è inoltre da escludere che si possano generare nuove tipologie ittiche... avremmo in futuro più scelte nei ristoranti.

Datemi retta: evitate di spendere soldi in proiettili, bombe, missili, armi batteriologiche, aerei, portaerei, sommergibili atomici e quant'altro, stiamo già pensando noi stessi a sterminarci... a meno che naturalmente non si voglia accelerare tale processo!

(Herbi)


Una sera, mentre leggevo una classica fiaba, chiesi a mia figlia: - "Di chi hai più paura?".  - "Cosa papà?", disse lei. "Intendo dire", continuai, "chi ti spaventa di più?". Lei ci rifletté un attimo e poi bofonchiò: - "Pierugo". Le chiesi di che personaggio si trattasse ed in quale fiaba lo avesse mai sentito, e lei, guardandomi con quegli occhioni grandi e innocenti, mi rispose: - "E' un bimbo dell'asilo che fa bibi alle gambine... dà i calci, ahi, ahi. La signorina lo sgrida, ma lui fa bibi lo stesso". Pensavo che la mia piccolina avesse capito che la mia domanda era riferita ai personaggi cattivi delle fiabe quali: streghe, lupi, orchi, draghi e quant'altro, ma in realtà non era così... o forse ero io a non aver ben compreso? 
Questa domanda mi assalì nel momento in cui fu lei a pormi la stessa questione: - "Chi ti paurisce di più, papi?". Già, chi ti impaurisce di più, papà? I mostri dei film horror? Gli alieni venuti dallo spazio profondo? I fantasmi?... Oppure gli zombie? La risposta è semplice ed è tutte le sere alle ore otto lì ad attendermi. Appare nel momento in cui accendo il televisore per sentire il notiziario. La risposta è: "l'Uomo". Molto probabilmente mia figlia aveva ben compreso la mia domanda e la sua risposta era più che sensata e ponderata. Già alla sua giovane e tenera età ha capito perfettamente che ciò che dobbiamo temere veramente non si trova nella "fantasia delle fiabe", ma davanti ai nostri occhi. 
Certo è che se invece mi dovessero chiedere: - "Di chi hai più fiducia, chi ti aiuta a non avere paura?", io, mantenendo gli occhi ed i piedi per terra, risponderei: - "L'Uomo. L'Uomo che è ancora in grado di ascoltare la propria coscienza".

(Herbi)


“Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un  frammento del grande enigma. Anche tu lo sei: noi siamo l’enigma che nessuno risolve”.

Curiosavo tranquillamente fra i vari scaffali di una libreria alla ricerca di qualcosa da leggere a mia figlia prima di coricarsi, quando improvvisamente mi imbattei nel romanzo di Jostein Gaarder, “C’è nessuno?”, edito dalla Salani Editore.
Sul retro del libro è riportata proprio la frase con cui ho dato inizio a questo articolo, la frase che ha innescato in me una reazione a catena di riflessioni e quesiti. Proprio così, sono state sufficienti quelle due righe per aprire nella mia mente una miriade di porte.
“Mio Dio! Di quali innumerevoli e fantastiche capacità e facoltà è dotato l’uomo!”, fu la prima cosa che pensai, “Guarda con quale semplicità e sintesi è riuscito l’autore a comunicare il suo pensiero,  e che raffica di domande è riuscito a scatenare nel mio animo…L’uomo è una “creazione” eccezionale; una eccellente combinazione di elementi organici ed “eterei”.
Pensate a quali emozioni, percezioni e ricchezza mentale e spirituale è in grado di generare l’opera di un essere umano. Un quadro, una fotografia, una frase, una poesia, un racconto, una canzone, una melodia, una teoria scientifica, una…barzelletta! Tutto rinchiuso in un microspazio, in un tempo limitato, eppure in grado di cambiare lo stato delle cose: il tuo umore, la tua percezione della realtà, le tue idee, il tuo credo, la tua sensibilità e via discorrendo.
L’uomo vede, ascolta, prova sensazioni, pensa, raccoglie ciò di cui abbisogna, elabora, filtra il tutto nei ventricoli e trasmette… voilà! Il gioco è fatto. Certo c’è chi vi riesce con molta semplicità, chi con qualche sforzo in più e chi, invece, pensa di non essere in grado di esprimere in alcun modo la propria “filosofia”. Pensa, sì, perché in effetti non è così! Nella miriade di cose inutili che uno crede di dire, di ascoltare o di vedere, c’è sempre un frammento, un qualcosa, che può aiutare a crescere, ad arricchire noi stessi e gli altri, proprio perché ogni uomo è un artista, ogni uomo, a suo modo, sa esprimere la propria “ricchezza”. Forse non se ne rende conto, ma di fatto ogni persona esprime la propria arte.
Per vederla bisogna solo:

. abbattere ogni pregiudizio

. saper “filtrare” nel tutto al fine di ottenere l’essenza, il nettare.

Nella mia modesta vita ho imparato una cosa: nel momento in cui ci ergiamo a dèi, a saccenti, abbiamo finito di imparare dai più “ricchi” e prima o poi finiremo anche di insegnare, perché seguiteremo a ricalcare gli stessi argomenti di sempre.
Tornando alla frase da cui tutto ciò è partito, io ritengo che l’enigma, ogni enigma, può essere risolto… dall’insieme!

(Herbi)


Quando ho visto mia figlia correre, rotolarsi e saltare, in mezzo a quel grande giardino, ho capito cosa può esaltare l'anima ed il corpo dell'uomo all'ennesima potenza.
Quella piccola figura illuminata dalla poetica luce dell'imbrunire, che rimbalzava senza regole precise da un lato all'altro di quel verde spazio, mi ha permesso di avere la piena  consapevolezza di ciò che è la pura libertà. In quella splendida ed eterea sequenza di pochi minuti, c'era tutto quello che un uomo desidererebbe durasse in eterno: spensieratezza, purezza, armonia, serenità... 
Lei si stava allontanando da me, ma non avevo il coraggio di richiamarla. Non volevo essere io il "distruttore" di quel gioviale stato esistenziale. Potevo certo dirigermi verso di lei, ma avevo come la sensazione che qualsiasi mio movimento avrebbe influito negativamente su quegli idilliaci eventi. Così, constatato che nei dintorni non vi erano seri pericoli, decisi di stare ancora un po' lì, fermo a osservare.  
"Guardala lì, niente la lega!", fu la mia esclamazione. Nella mia bambina vi era il completo godimento di tutto ciò che di magico era presente in lei e nell'ambiente che la circondava. Fluiva come un delfino nell'oceano, come un profumo nell'aria, come le parole in un romanzo. 
Le più belle arie di Mozart, i più bei quadri di Claude Monet  e la più avventurosa e poetica storia di Rostand, non mi hanno mai dato tanto quanto il vedere quella piccola e dolce cavalletta danzatrice. 
Ma, ahimè, alla mia vista lei si faceva sempre più piccola e quelle dense emozioni vennero affogate  dalle naturali preoccupazioni di un padre apprensivo, così, io, dovetti premere il tasto "stop" e quel meraviglioso film ebbe termine. 
 Quell'esperienza è stata talmente travolgente che ho deciso di "fotografarla" nel modo a me più congeniale, scrivendo, e di regalarvela, con il senso intrinseco che essa esprime.

(Herbi)


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